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Le criptovalute sono legali in Italia?

L’espansione del mercato delle criptovalute, registratosi tra novembre 2017 e gennaio 2018, ha portato i governi di tutto il mondo a pensare di regolamentare un mercato che fino a quel momento avevo operato in una zona limbo priva di leggi chiari e specifiche.

Ma in Italia le critpovalute sono legali?

Senza girarci troppo intorno possiamo affermare che la compravendita, il possesso e l’utilizzo di Bitcoin come metodo di pagamento sono attività perfettamente legali in Italia e in Europa.

Gli unici ad essere assoggettati a norme specifiche sono gli operatori professionali, come exchange e broker, ma i privati cittadini sono liberi di acquistare e utilizzare Bitcoin.

Trattandosi di una valuta recente esistono un bel po’ di incertezze, sia per le tassazioni che per le regolamentazioni ma cerchiamo di fare chiarezza insieme.

In definitiva i bitcoin sono legali in Italia?

Non esiste una legge che lo vieta, quindi non è illegale.

In questo momento si sta lavorando ad un progetto che punta a mettere le piattaforme di criptomonete sotto il controllo del ministero delle Finanze o della Banca d’Italia: questo garantirebbe una maggiore sicurezza poiché consente di controllare che cosa succede al loro interno, effettuando anche possibili controlli anti-riciclaggio.

Ma è legale pagare una prestazione con le critpovalute?

A sciogliere qualsiasi dubbio è stata la Banca d’Italia che ha definito attività lecite l’acquisto, la circolazione e l’accettazione in pagamento della moneta virtuale.

Dunque in Italia, come in molti altri paesi d’Europa, utilizzare critpomonete non è illegale: sempre più comuni hanno introdotto bancomat o sistemi analoghi per convertire euro in bitcoin o per eseguire pagamenti.

Regolamentazione bitcoin in Italia

Nella regolamentazione delle critpovalute in Italia per valuta virtuale si intende “la rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente”.

Per prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale si intende: “ogni persona fisica o giuridica che fornisce a terzi, a titolo professionale, servizi funzionali all’utilizzo, allo scambio, alla conservazione di valuta virtuale e alla loro conversione da ovvero in valute aventi corso legale”.

Tassazione criptovalute in Italia

Come avrete capito quindi l’Italia è uno dei Paesi nei quali l’utilizzo dei bitcoins è legale ma cerchiamo di comprendere in che modo essi vengono tassate.

Le valute digitali vanno considerate allo stesso modo di una valuta estera: di conseguenza sebbene non vi sia la necessità di dichiarare quanti se ne posseggono, bisognerà invece dichiarare tutte le operazioni effettuate su di esse.


Dal punto di vista fiscale quindi, usare bitcoins è esattamente come usare una qualsiasi moneta in corso legale: sarà possibile incassare bitcoins e scegliere di conservarli su un proprio wallet online ma, nel momento in cui si decidesse di venderli, sulle plusvalenze ricavate dalla vendita bisognerà pagarci le tasse.

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